bookinfluencer editoria

Dopo Rizzoli, anche DeAgostini Libri ha scelto di affidare una collana editoriale a una bookinfluencer. La prima a inaugurare questa nuova strategia è Martina Levato (poco meno di 45mila follower su Instagram con l’account @martilevv).

Dea Booklover Approved“. È questo il nome del progetto, che leggiamo fin dalla homepage di DeAgostini Libri, che rappresenta un ulteriore sviluppo nell’integrazione tra editoria tradizionale e influencer. Ed evidenzia senza dubbio il crescente ruolo delle community digitali nella promozione della lettura. Ma fa comprendere anche quanto il fenomeno “booktok” (che ora non interessa solo TikTok) si stia facendo strada nel mondo editoriale anche professionale.

Il fenomeno dei bookinfluencer

Negli ultimi anni, il fenomeno dei bookinfluencer ha registrato infatti una crescita significativa. Ha trasformato i social network in strumenti di scoperta letteraria. Piattaforme come Instagram, TikTok e YouTube sono diventate canali rilevanti per la promozione dei libri. E hanno contribuito alla diffusione della lettura presso un pubblico ampio e variegato.

La capacità di coinvolgimento dei creator digitali ha portato editori e autori a considerare nuove strategie di comunicazione. E non è di certo passata inosservata da parte delle più importanti case editrici, che hanno visto nei creator digitali – e nel loro successo di pubblico – una leva di marketing preziosa e fondamentale per attrarre l’interesse anche dei lettori più giovani.

Bookinfluencer ed editoria

Gli influencer assumono quindi un ruolo attivo nel panorama editoriale. Affidare una collana a un bookinfluencer implica di fatto un nuovo approccio alla curatela editoriale. Un approccio in cui le dinamiche di interazione tra lettori e promotori digitali possono incidere sulle scelte del mercato.

Questo modello potrebbe portare a un’evoluzione delle strategie editoriali? Di certo dare a queste “critiche letterarie self-made” la possibilità di selezionare dei titoli – che leggono, amano, e di cui conoscono bene metriche, strutture e crismi – potrebbe portare a un maggior coinvolgimento dei giovanissimi. E, di conseguenza a un incremento di vendite. Proprio perché cresce l’attenzione alle preferenze espresse dalle community online.

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